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10.12.2014

Trapianto di barba: moda o necessità?

trapianto di barba

Un tempo sinonimo esclusivo di virilità e saggezza, la barba è divenuta oggi, un vezzo estetico di cui nessuno sembra poter più fare a meno. La pubblicità del trapianto di barba viene presentata dai social come un intervento consolidato e privo di rischi, senza considerare le difficoltà che invece si possono incontrare quando ci si sottopone ad un intervento così delicato.

La richiesta di interventi di autotrapianto, finalizzati ad un infoltimento della barba, è cresciuta negli ultimi anni in maniera esponenziale, ponendoci davanti al problema di considerare a 360 gradi tutti gli aspetti, clinici e psicologici, che si associano a tale desiderio.
Se infatti la maggior parte delle richieste erano, fino a poco tempo fa, giustificate esclusivamente da finalità ricostruttive, a seguito per esempio di aree cicatriziali conseguenti ad ustioni, incidenti o conseguenza di interventi chirurgici non andati a buon fine, oggi la richiesta sembra maggiormente finalizzata ad assecondare esigenze di carattere estetico, dettate forse più dalla moda del momento e dagli stereotipi che ci vengono proposti dai media.
Tali riflessioni non possono che associarsi ad alcune considerazioni di carattere pratico, relative all’ intervento di autotrapianto della barba. La procedura chirurgica non comporta di per se grosse difficoltà, in quanto ricalca le tecniche di FUT o FUE, nelle quali siamo ormai ferrati. Va detto però che il volto non equivale al cuoio capelluto: il primo è infatti maggiormente soggetto a complicanze quali la follicolite o infezioni cutanee di varia origine (micosi, virosi, piodermiti..), oltre ad essere sede di processi cronici infiammatori di varia natura (dermatite seborroica, acne vulgaris, solo per citare i più frequenti) e di conseguenza la garanzia di sterilità nelle varie fasi dell’intervento, diventa un imperativo categorico del trapianto, onde evitare gravi complicanze.

Le caratteristiche intrinseche delle unità follicolari dell’area donatrice, che possono essere differenti rispetto a quelle delle aree riceventi, rappresentano un altro fattore in grado di condizionare drasticamente la “qualità” dell’intervento ed il suo risultato.
Trasferire unità follicolari differenti per caratteristiche anatomiche e fisiologiche (vedi foto), provenienti da aree anatomiche differenti (capelli pro barba), o con caratteristiche peculiari (barba pro barba), può associarsi a problematiche di carattere estetico di non poco conto: la differente curvatura del pelo o il diametro diverso del calibro delle unità follicolari, così come le differenze nelle varie fasi del ciclo vitale, comporteranno modalità differenti di crescita delle unità trapiantate, rispetto a quelle dell’area ricevente e renderanno necessari alcuni accorgimenti, sia durante le fasi del trapianto (selezione di UF idonee, posizionamento…) sia nella gestione dell’esito del trapianto (accorciamento periodico della lunghezza del pelo).

La decisione di sottoporsi ad un intervento di autotrapianto della barba è una decisione che non va presa di impeto, sulla base di quelle che sono le mode del momento, ma impone alcune importanti riflessioni. Sarà poi compito del chirurgo saper guidare il paziente nella scelta di sottoporsi o meno all’intervento, considerando in toto rischi e benefici connessi con il trapianto, non dimenticandosi poi che a volte per cambiare look può bastare rinnovare il Guardaroba!





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